2007 | 2007 Kg DI SILICONE IN TIPOGRAFIA

a cura di Marina Mojana
Testi: Marina Mojana  
Fotografia: Emilio Tremolada  
Edizioni: Eikonos Arte
Copyright: Alessandro Ciffo

La mostra

Nasce dall’incontro con Alberto Parini, giovane imprenditore torinese, un incontro che spinge Alessandro Ciffo, in modo ancora più deciso, nella direzione dell’autoproduzione. Un incontro, quando è vero, genera sempre nuova vita. I due si intendono al volo: li uniscono velocità e precisione. Due dettagli importantissimi, che vanno curati allo spasimo; il silicone asciuga in fretta e la stampa corre solo in avanti, impeccabile e puntuale.

La mostra 2007 chilogrammi di silicone in tipografia è un evento sperimentale di “art at work”, cioè di arte nel luogo del lavoro, dove c’è l’artista auto-produttore, imprenditore di se stesso e l’imprenditore creativo, dunque mecenate. Tra artigianato e contemporaneità Ciffo e Parini mettono molto in comune: anzitutto la passione per il lavoro e il risultato, poi il gusto della ricerca, infine la sfida di trasmettere bellezza e cura per gli artefatti-manufatti. Creatività, innovazione, qualità formale: al confine tra Torino e Moncalieri circa 50 opere di Ciffo convivono con le moderne macchine per la stampa della Tipo Stampa, inediti oggetti di design al silicone accanto a oggetti di alta tecnologia industriale. La loro capacità di sorprendere apre alla relazione, al contatto, forse alla presa di coscienza che nuovi produttori possono generare nuovi consumatori, più attenti al rapporto mercato - arte - economia, in grado di apprezzare un oggetto perché fatto in un certo modo, in un certo luogo e con certi criteri. Mettendosi in ascolto e in relazione con la struttura della tipografia di Alberto Parini, Alessandro Ciffo progetta un percorso installativo fatto di sette momenti visivi: Solidi molli, King, La danza del cigno, Lucemolle, Superfici mobili, Vasi, Gomme e interviene nel luogo del lavoro su pareti e pavimenti, in forme di decoro e di superfici. I solidi molli nascono sull’autostrada. All’altezza di Carrara l’artista vede sempre le cave bianche di marmo, magazzini a cielo aperto con file di blocchi e di lastre esposti al sole e nella sua mente li trasforma in silicone. A un certo punto del viaggio inizia ad aggiungere al suo vocabolario la parola “scultura” e immagina questi solidi molli, forme plastiche elementari, in cui tutto è più morbido e colorato: sculture di silicone come pure forme geometriche nello spazio, dalle magmatiche incrostazioni cromatiche.

Ingegno inventivo, manualità, perizia tecnica, sono al servizio della creazione; l’artista offre variabili interpretative alla progettazione e utilizza texture dalla sbalorditiva ricchezza di espressione. Le Superfici di Ciffo sono mobili perché la sua esperienza di progetto si è mossa ed è cresciuta in mezzo a loro, reinventando un mondo fantastico di silicone: tarsie, mosaici, vasi rivestiti di preziose pellicce di Astrakan, lampade molli e cigni che danzano in gruppo, spazi abitati da vasi giganti (i King), fatti con una lavorazione a spatola, dove migliaia di spatolate, diverse per colore ed effetto, si stendono una sopra l’altra. Ma se si guarda il loro tessuto al contrario, come un guanto rovesciato, la pelle dei vasi diventa una gomma colorata, dalle macchie informali come quadri da appendere al muro.

La novità degli aspetti figurativi e linguistici della produzione di Ciffo si manifesta in una particolare “sensorialità” nell’uso del materiale, da toccare e da annusare (i vasi di Ciffo profumano di vaniglia). Il suo rapporto con la realtà è molto fisico e le forme realizzate esaltano l’estetica del silicone, utilizzato come farebbe un pittore con la tavolozza.

Ciffo e Parini sono giovani e hanno molto da dire alle nuove generazioni. Tutti i giorni sentono pesare sulle loro schiene la responsabilità di vivere come “minoranza creativa” la propria esistenza, ma questa sfida li sprona ancora di più nel mettere a tema, di fronte ai problemi quotidiani e storici, la verità di sé stessi, la Bellezza che torna a ferirci ogni giorno.

Milano, 2 aprile 2007, San Francesco di Paola
Marina Mojana

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