13/05/2017

MURANO 5.0 al VENICE DESIGN 2017


La collezione MURANO 5.0 nasce grazie alla sincronicità di due eventi: la scoperta di un nuovo tipo di silicone che permette di ottenere grandi trasparenze ed elevata consistenza e la visita a una fornace di Murano dove ho potuto incontrare alcuni tra i migliori maestri vetrai.
Affascinato dai loro gesti consolidati, dal loro sapere e dallo loro storia,  ho provato a immaginare come avrei potuto utilizzare questo nuovo materiale e le mie tecniche di lavorazione per creare un'illusione.Ripercorrendo la storia del vetro del 900 e traendone ispirazione, ho iniziato a creare gli stessi oggetti imitandone le forme, scoprendo che i pezzi  più accattivanti erano quelli che oltre a illudere sul materiale esprimevano la freschezza tipica del silicone. 

Ho perseguito la sperimentazione, ho provato nuove tecniche pensando e creando una  collezione che fosse solo mia,  frutto di una contaminazione del passato ma rivolta al futuro, alla ricerca di una nuova veste.La collezione “MURANO 5.0” prende dunque spunto dalla riflessione su cosa saprebbero far nascere le mie mani dal vetro e cosa succederebbe se un maestro vetraio provasse a usare il silicone. L'esperienza di una lavorazione applicata a un materiale duttile anziché fragile.

La quarta rivoluzione industriale (4.0), quella dei robot, presto soppianterà  il lavoro manuale, forse anche il più nobile, quello delle arti e dei mestieri; quello che per secoli, usando mani e cervello, ha riempito la nostra vita di bellezza. MURANO 5.0 è la visione per andare oltre, vuole proporre un'inversione di marcia semplicemente cortocircuitando il sapere e la maestranza con l'innovazione anziché modificando il metodo di produzione, sostituendo i materiali, nel caso specifico sostituendo il silicone al vetro.Vuole essere la nuova singolarità dell' UOMO FABER, abbattendo i pregiudizi accademici, connettendo e scambiando i saperi consolidati con le sperimentazioni sui materiali più moderni e performanti, con l'unico scopo di creare nuove bellezze; quelle che nei prossimi secoli i robot dovranno rincorrere per riuscire ad eguagliare.

Alessandro Ciffo

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